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Raw­the­ra­pee è il più poten­te svi­lup­pa­to­re di Raw che ho stu­dia­to (e ne ho pro­va­ti mol­ti) e offre un’in­cre­di­bi­le serie di stru­men­ti per una per­so­na­liz­za­zio­ne com­ple­ta del­le pro­prie foto­gra­fie al costo di 0€ con­tro altri pro­dot­ti che ne richie­do­no diver­se cen­ti­na­ia. I menù sono mol­to ric­chi e for­se spa­ven­ta­no i meno auda­ci. In que­sto arti­co­lo vi pre­sen­te­rò bre­ve­men­te i para­me­tri da me scel­ti per lo svi­lup­po di astro­fo­to­gra­fie.

Neces­sa­rio è il mio pro­fon­do rin­gra­zia­men­to a Roger Clark che ha distri­bui­to gra­tui­ta­men­te i suoi due soft­ware che uti­liz­zo costan­te­men­te nel­le mie esplo­ra­zio­ni e sopra­tut­to i nume­ro­sis­si­mi arti­co­li che mi han­no per­mes­so di avvi­ci­nar­mi all’a­stro­fo­to­gra­fia in manie­ra sem­pli­ce e mol­to sti­mo­lan­te. L’in­ten­to di que­sto arti­co­lo è solo quel­lo di aggiun­ge­re il mio per­so­na­le svi­lup­po alle foto­gra­fie tra­mi­te raw­the­ra­pee.

Come det­to, svi­lup­po le mie astro­fo­to­gra­fie  seguen­do la pro­ce­du­ra che si tro­va nel sito di Clar­k­Vi­sion con la dif­fe­ren­za che uti­liz­zo Raw­the­ra­pee (e da qual­che tem­po anche lui dimo­stran­do che ottie­ne imma­gi­ni miglio­ri):

  1. Rea­liz­za­zio­ne del­le foto­gra­fie con i miglio­ri para­me­tri in came­ra
  2. Svi­lup­po con Raw­the­ra­pee dei Raw
  3. Alli­nea­men­to con Deep­Sky­Stac­ker (creo i file di regi­stra­zio­ne da spun­ta­re)
  4. Stac­king con il soft­ware di R. Clark
  5. Rea­liz­za­zio­ne del­l’e­ven­tua­le mosai­co
  6. Rimo­zio­ne dei gra­dien­ti tra­mi­te GIMP* (ana­lo­go di Pho­to­shop)
  7. Stret­ching con il soft­ware di R. Clark
  8. Ritoc­chi fina­li tra­mi­te GIMP

    Pannello demosaicizzazione per astrofotografie
    Pan­nel­lo demo­sai­ciz­za­zio­ne per astro­fo­to­gra­fie

In que­sti diver­si anni in cui pra­ti­co astro­fo­to­gra­fie ho tro­va­to i seguen­ti para­me­tri esse­re quel­li che mi per­met­to­no di otte­ne­re la mag­gio­re fedel­tà cro­ma­ti­ca, il mag­gior rap­por­to segna­le rumo­re e di evi­ta­re pro­ble­mi lega­ti ai feno­me­ni di demo­sai­ciz­za­zio­ne figu­ra 5

Par­tia­mo dal prin­ci­pio:

Demosaicizzazione

nel­la sezio­ne demo­sai­ciz­za­zio­ne ho tro­va­to che il meto­do miglio­re è RCD+VNG.

RCD (Ratio Cor­rec­ted Demo­sai­cing), come dice la raw­pe­dia, fa un lavo­ro eccel­len­te con i con­tor­ni roton­di, ad esem­pio le stel­le in astro­fo­to­gra­fia, men­tre pre­ser­va lo stes­so livel­lo di det­ta­glio del meto­do AMa­ZE. L’o­biet­ti­vo del­l’u­ti­liz­za­re RCD+VNG è ave­re meno arte­fat­ti nel­le zone sen­za bor­di (dove si uti­liz­za il meto­do VNG più mor­bi­do). Per le mie foto­gra­fie, il meto­do con miglior rap­por­to segna­le rumo­re (LMSSE), mi fa per­de­re le infor­ma­zio­ni sul colo­re del­le stel­le satu­re.

Uti­liz­zo un obiet­ti­vo APO­cro­ma­ti­co e non ho nota­to nes­sun miglio­ra­men­to appli­can­do la cor­re­zio­ne. Tut­ta­via pro­va­te ad abi­li­ta­re la cor­re­zio­ne, que­sto è l’u­ni­co meto­do che cor­reg­ge l’ab­be­ra­zio­ne cro­ma­ti­ca dina­mi­ca­men­te (in modo diver­so da zona a zona).

Le soglie di Thre­shold per la rimo­zio­ne dei dead pixel e dei hot pixel dipen­de da caso a caso. Ren­de­te la Soglia in modo da toglie­re i difet­ti sen­za com­pro­met­te­re le stel­le di mino­re magni­tu­di­ne.

Dark Fra­me: Clark dice che le mac­chi­ne nuo­ve non han­no più pro­ble­mi in que­sta dire­zio­ne, pur­trop­po per me non è sta­to così. Ora cer­co di otte­ne­re alme­no una 15ina di Dark Fra­me (acqui­si­te imma­gi­ni con il tap­po del­la stes­sa dura­ta, stes­si iso, stes­so obiet­ti­vo) li met­to in una car­tel­la e gli dico di uti­liz­za­re quel­lo (la media) come Dark Fra­me. Que­sta fun­zio­ne è sta­ta auto­ma­tiz­za­ta.

Flat Fra­me: Lo uti­liz­zo per toglie­re la vignet­ta­tu­ra. Ho segui­to tut­ti i tuto­rial su raw­pe­dia ma solo casual­men­te sono riu­sci­to ad otte­ne­re flat fra­me che non mi dan­no pro­ble­mi. Con­di­zio­ne neces­sa­ria è fare una foto­gra­fia ad un ogget­to com­ple­ta­men­te bian­co (illu­mi­na­to da luce sola­re?) con la stes­sa mes­sa a fuo­co del­le stel­le (non

ser­ve pre­ci­sis­si­ma ma met­te­te­la ad infi­ni­to, non macro per inten­der­ci) alla len­te con davan­ti un pan­no bian­co neu­tro (o una magliet­ta bian­ca di coto­ne). Espo­ne­te da ‑2 stop a +1 a pas­si di 1/3…e poi pro­va­te aggiun­gen­do un po’ di sfuo­ca­men­to (raw­the­ra­pee sug­ge­ri­sce 32). Iso cir­ca 1600. Non ho anco­ra capi­to, ma se abbas­so gli iso non fun­zio­na. Tra tut­te le foto scat­ta­te sce­glie­te quel­la che vi da una foto sen­za alcu­na vignet­ta­tu­ra (se poi dopo lo stac­king anco­ra nota­te par­te di essa pro­va­te a sce­glie­re quel­la che vi sem­bra­va sovra­cor­reg­ges­se).

Pannello demosaicizzazione per astrofotografie parte2
Pan­nel­lo demo­sai­ciz­za­zio­ne per astro­fo­to­gra­fie parte2

 

Sezione Colore

rawtherapee
raw­the­ra­pee

Bilanciamento del bianco:

Obbli­ga­to­ria­men­te su Luce Diur­na / Day­ti­me (per la mia mac­chi­na si han­no que­sti valo­ri “per­so­na­liz­za­to”). Que­sto vi per­met­te­rà di ave­re i colo­ri del­le stel­le fede­li con quel­li che vede­te da un posto buio; che sen­so ha vede­re tut­te le stel­le blu? Se vede­te tut­to gial­lo è per­chè ave­te un pro­ble­ma di inqui­na­men­to lumi­no­so (c’è rime­dio ma NON attra­ver­so il bilan­cia­men­to del bian­co).

Quel­lo che noi fare­mo è sot­trar­re l’in­qui­na­men­to lumi­no­so. Agen­do sul bilan­cia­men­to del bian­co andre­mo a raf­fred­da­re tut­te le sfu­ma­tu­re dal­le meno lumi­no­se alle più agen­do con fat­to­ri mol­ti­pli­ca­ti­vi. Sul sito di Clark sopra­ci­ta­to tro­va­te abba­stan­za det­ta­gli.

Equalizzatore HSV

In alcu­ni scat­ti lo uti­liz­zo per toglie­re un po’ di satu­ra­zio­ne al cana­le ver­de. E’ una cosa com­ple­ta­men­te arbi­tra­ria, nes­sun sen­so scien­ti­fi­co (potrei dir­vi che sto toglien­do un po’ di satu­ra­zio­ne che ho aggiun­to con il pan­nel­lo Espo­si­zio­ne, ana­liz­za­to in det­ta­glio più avan­ti, al cana­le ver­de). Devo anco­ra stu­dia­re in que­sta dire­zio­ne.

Curve RGB

Qui cer­chia­mo di ridur­re l’in­qui­na­men­to lumi­no­so alli­nean­do tut­ti i valo­ri mini­mi del ros­so, ver­de, blu. Per fare que­sto, vici­no all’i­sto­gram­ma (RT ver­sio­ne > 4.5) c’è una frec­cia in su. Pigia­te­la fin­chè non arri­va­te ad ave­re l’i­sto­gram­ma cir­ca a metà: ora sie­te in moda­li­tà loga­rit­mi­ca e pote­te apprez­za­re anche dif­fe­ren­ze mini­me.

Nel­la sezio­ne RGB por­ta­te ad ave­re il mini­mo di tut­ti i cana­li allo stes­so valo­re. (truc­co: Ctrl+mouse ave­te più pre­ci­sio­ne e il cur­so­re si muo­ve più pia­no).

Appli­ca­te le cor­re­zio­ni ai cana­li R e G.

Gestione Colore

Uti­liz­zo quel­li neu­tri del­la mia Canon 5D sen­za usa­re la cur­va tono DCP che for­se potreb­be far satu­ra­re le stel­le. In que­sto modo ho uno svi­lup­po linea­re. (Pren­de­te con le pin­ze que­sto discor­so che non son sicu­ro).

Non ho avu­to anco­ra dav­ve­ro modo di stu­dia­re qua­le sia il miglior com­pro­mes­so dimen­sio­ne file/spazio colo­re. Sen­za saper leg­ge­re ne scri­ve­re scel­go di espor­ta­re nel­lo spa­zio colo­re più vasto: Pro­Pho­to. Raw­pe­dia sug­ge­ri­sce di lascia­re inal­te­ra­to il valo­re Pro­Pho­to come spa­zio di lavo­ro.

Esposizione

Pannello esposizione rawtherapee
Pan­nel­lo espo­si­zio­ne raw­the­ra­pee

Abi­li­ta­re il recu­pe­ro alte luci meto­do pro­pa­ga­zio­ne di  cro­mi­nan­za al mas­si­mo e al mini­mo la soglia; que­sto vi per­met­te­rà di recu­pe­ra­re i colo­ri del­le stel­le all’in­ter­no del bru­cia­to.

Aumen­to di poco la satu­ra­zio­ne. Non ho tro­va­to che agi­re qui sul­le cur­ve cam­bi qual­co­sa. Vi sug­ge­ri­rei di lasciar­le sta­re.

Cer­ca­te di por­ta­re tut­te le foto che vole­te usa­re per l’in­te­gra­zio­ne agli stes­si valo­ri nel­l’i­sto­gram­ma. Que­sto vi per­met­te­rà di ave­re effi­ca­ci stac­king.

Ren­de­te nega­ti­vo il livel­lo del nero se vi sem­bra che ave­te dei pixel con valo­re 0. Il valo­re 0 non va bene per lo stac­king essen­do figlio di un tron­ca­men­to.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Dettaglio

noise reduction rawtherapee
noi­se reduc­tion raw­the­ra­pee

Se ave­te foto mol­to fer­me sug­ge­ri­rei di non abi­li­ta­re l’ag­giun­ta di niti­dez­za. Altri­men­ti pro­va­te meto­do RL in modo che le stel­le si ridu­ca­no di dimen­sio­ne sen­za far­le satu­ra­re al cen­tro ecces­si­va­men­te (tra­mi­te ite­ra­zio­ne). Usa­te poi la soglia per non enfa­tiz­za­re il rumo­re di lumi­nan­za pre­sen­te nel­le zone sen­za bor­di, e poi i bor­di.

Noise Reduction

Sug­ge­ri­sco inve­ce di appli­ca­re comun­que un po’ di ridu­zio­ne di rumo­re cro­ma­ti­co, sen­za anda­re a dare fasti­dio ai luo­ghi più satu­ri: que­sto si può fare andan­do a simu­la­re la mia cur­va.

Fringe correction

Que­sto for­se è il pas­sag­gio più deli­ca­to e com­pli­ca­to. Mi sono accor­to che la mia len­te ha un frin­ge vio­la mar­ca­to. For­se dovrei con­si­de­ra­re di chiu­de­de­re il dia­fram­ma (devo fare stu­di in que­sto ver­so). Con que­sti para­me­tri lo tol­go com­ple­ta­men­te. Cer­co di rimuo­ver­lo alme­no dal­le stel­le di mino­re magni­tu­di­ne, non avreb­be trop­po sen­so ave­re una marea di stel­le vio­la. Gio­ca­te con i para­me­tri in modo da non ave­re alo­ni vio­la.

Fringe correction rawtherapee
Frin­ge cor­rec­tion raw­the­ra­pee

Pannello avanzato

Correct dithering astrophotos
Cor­rect dithe­ring astro­pho­tos

Wavelet Settings

Qui toglia­mo le fre­quen­ze spa­zia­li del colo­re che gene­ra­no pro­ble­mi quan­do stia­mo inse­guen­do così bene che i difet­ti di mosai­ciz­za­zio­ne diven­ta­no evi­den­ti. Que­sti pro­ble­mi si risol­vo­no in fase di scat­to attra­ver­so il dithe­ring, ma ho tro­va­to che si ridu­ce effi­ca­ce­men­te con que­sti para­me­tri.

Esportazione

Modi­fi­ca­te tut­te le foto in modo da ave­re le stes­se inten­si­tà su tut­ti i cana­li aggiun­go alla coda i sin­go­li file e li espor­to tut­ti a 16 bit in tiff nel­lo spa­zio colo­re Pro­Pho­to. Per poi cari­ca­re tut­to su DSS

Que­sto è il mio meto­do aggior­na­to a luglio 2019, otti­miz­za­to per il mio setup Canon 5d mkiv + Lei­tz Telyt Apo 180 3.4 con e sen­za dupli­ca­to­re 2x

 

Raw­the­ra­pee è un pro­gram­ma dav­ve­ro degno di lode, abbi­nan­do­lo ai due soft­ware e ai nume­ro­si arti­co­li di R. Clark per­met­te di rag­giun­ge­re a altis­si­mi livel­li.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


note

* Gimp dal­le ulti­me ver­sio­ni per­met­te di ela­bo­ra­re Tiff a 16bit

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Foto della quarta tappa a Castelnovo nè Monti del campionato Ultraenduro 2015

12 — 7 — 2015

Ho fotografato tutti i partecipanti della tappa in due postazioni: una a metà della PS1 e all’inizio della PS3. Se siete interessati ad altre foto contattatemi!

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Differenza tra selfie e autoritratto fotografico?

Si potreb­be scri­ve­re inte­ri trat­ta­ti psi­coa­na­li­ti­ci sul­la dif­fe­ren­za tra un sel­fie e un auto­ri­trat­to, tut­ta­via la mia pro­fes­sio­ne non è quel­la del cri­ti­co né quel­la del­lo psi­co­lo­go.

Per me il sel­fie è una foto­ri­cor­do che ha una pre­ci­sa col­lo­ca­zio­ne spa­zio­tem­po­ra­le. Non impor­ta se sia scat­ta­ta con un tele­fo­no, con una rol­lei o con una reflex, da soli o con ami­ci: essa è un modo per ave­re un ricor­do, una for­ma di foto­gra­fia (fasti­dio­sis­si­mi quei virag­gi per ten­ta­re di ren­de­re il sel­fie “arte”).

L’auto­ri­trat­to foto­gra­fi­co d’au­to­re è una for­ma d’ar­te nel­la qua­le l’au­to­re espri­me qual­co­sa di se stes­so attra­ver­so la sua imma­gi­ne. Pri­ma di tut­to è un ritrat­to, di secon­da­ria impor­tan­za il fat­to che sia pro­prio l’au­to­re il pro­ta­go­ni­sta; l’e­sat­to oppo­sto nel caso del sel­fie dove la cosa più impor­tan­te è la pre­sen­za del­l’au­to­re nel con­te­sto: “quel­lo sono pro­prio io!”.

Cre­do che qual­sia­si foto­gra­fo si sia scat­ta­to un paio di sel­fie ed auto­ri­trat­ti. L’e­stre­ma demo­cra­tiz­za­zio­ne del­la foto­gra­fia attra­ver­so le nuo­ve tec­no­lo­gie ha fat­to si che il sel­fie sia diven­ta­to una moda. Riten­go che i miei sel­fie sia­no pri­va­ti (para­dos­sa­le) e di scar­so inte­res­se altrui. Gli auto­ri­trat­ti inve­ce sono il frut­to di una ricer­ca per­so­na­le di un lin­guag­gio d’e­spres­sio­ne e quin­di li pre­sen­to in que­sto arti­co­lo.

selfie artistico
Auto­ri­trat­to a 18 anni Simo­ne Civi­ta

 

Autoritratto scattato nel parco naturale regionale di Portofino
Auto­ri­trat­to scat­ta­to nel par­co natu­ra­le regio­na­le di Por­to­fi­no
autoritratto di Simone Civita a 20 anni
Auto­ri­trat­to a ven­t’an­ni cor­ren­do sui pra­ti sul con­fi­ne tra Emi­lia e Ligu­ria.
Simo­ne Civi­ta

 

differenza tra selfie e autoritratto
Auto­ri­trat­to a 21 anni in sala pro­ve duran­te la regi­stra­zio­ne del sin­go­lo degli Eris

 

“Qui giace un uomo il cui nome fu scritto nell'acqua” Epitaffio J. Keats "Here lies one whose name was writ in water"
“Qui gia­ce un uomo il cui nome fu scrit­to nel­l’ac­qua” Epi­taf­fio J. Kea­ts
“Here lies one who­se name was writ in water”

 

esperimenti e autoritratto in studio. Cubismo fotografico
espe­ri­men­ti e auto­ri­trat­to in stu­dio.
Cubi­smo foto­gra­fi­co

A ven­t’an­ni non si può cono­sce­re mol­to. La mia Ligu­ria ini­zia a Rio­mag­gio­re e fini­sce poco dopo Geno­va, una lin­gua di ter­ra ed acqua sala­ta che cre­sce e s’in­nal­za fino al mon­te Pen­na.

Patria di mari­nai che han­no den­tro il silen­zio del mare lon­ta­no dal­la riva, casa sel­vag­gia di con­ta­di­ni che cer­ca­no di addo­me­sti­ca­re ter­raz­zan­do­la. Una ter­ra mai scon­ta­ta, da sem­pre attra­ver­sa­ta in lun­go e in lar­go da gen­ti di ogni cul­tu­ra.

5 terre
Cor­ni­glia, 5 ter­re Ligu­ra.
Simo­ne Civi­ta
Ligura
Cor­ni­glia, 5 ter­re Ligu­ra.
Simo­ne Civi­ta

 

Sant'Anna Sestri Levante
La chie­sa di San­t’An­na a pic­co sul mare a Sestri Levan­te. Ligu­ria
Simo­ne Civi­ta

 

Cavi di Lavagna
Foto scat­ta­ta nei pres­si di Cavi (GE) Ligu­ria. Simo­ne Civi­ta
Cavi di Lavagna
Foto scat­ta­ta nei pres­si di Cavi (GE) Ligu­ria. Simo­ne Civi­ta

 

Grondana Santa Maria del Taro
Gron­da­na San­ta Maria del Taro (PR) con­fi­ne tra Ligu­ra ed Emi­lia.
Simo­ne Civi­ta
Giaiette
Foto scat­ta­ta nei pres­si di Gia­iet­te (GE) Ligu­ria. Simo­ne Civi­ta

 

monte Penna
in viag­gio ver­so il mon­te Pen­na par­ten­do da San­ta Maria del Taro (PR) con­fi­ne tra Ligu­ra ed Emi­lia.

 

monte Penna
in viag­gio ver­so il mon­te Pen­na par­ten­do da San­ta Maria del Taro (PR) con­fi­ne tra Ligu­ra ed Emi­lia.
si vede il mon­te Zat­ta a sini­stra dei due ragaz­zi

 

Santa Maria del Taro
in viag­gio ver­so il mon­te Pen­na par­ten­do da San­ta Maria del Taro (PR) con­fi­ne tra Ligu­ra ed Emi­lia.
Par­ti­co­la­re del­l’ap­pen­ni­no
Santa Maria del Taro
Autun­no nei boschi di San­ta Maria del Taro (PR) con­fi­ne tra Ligu­ra ed Emi­lia.

 

Autunno
Autun­no nei boschi di San­ta Maria del Taro (PR) con­fi­ne tra Ligu­ra ed Emi­lia.

 

 

Santa Giulia
da Sestri Levan­te a Por­to­fi­no. Vista da San­ta Giu­lia. Ligu­ria Simo­ne Civi­ta
San Fruttuoso
Sopra San Frut­tuo­so, pro­mon­to­rio di Por­to­fi­no
Area pro­tet­ta Por­to­fi­no pres­so il sema­fo­ro nuo­vo
Simo­ne Civi­ta

 

Portofino
Sopra San Frut­tuo­so, pro­mon­to­rio di Por­to­fi­no
Area pro­tet­ta Por­to­fi­no pres­so il sema­fo­ro nuo­vo
Simo­ne Civi­ta
liguria
Tra­mon­to sopra San Frut­tuo­so, pro­mon­to­rio di Por­to­fi­no
Area pro­tet­ta Por­to­fi­no pres­so il sema­fo­ro nuo­vo
Simo­ne Civi­ta