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Appunti, ricordi e fotografie dell’inseguimento della cometa Neowise, Luglio 2020

Giu­sep­pe J. Dona­tiel­lo:“C/2020 F3 (Neo­WI­SE) Dopo gli annun­ci (avven­ta­ti) di gran­di come­te, anda­te pron­ta­men­te in fran­tu­mi, final­men­te c’è una come­ta dav­ve­ro pro­met­ten­te che si sta avvi­ci­nan­do al Sole.”

Con que­sto post su face­book sono venu­to a cono­scen­za del­l’e­si­sten­za di que­sta come­ta. Era la pri­ma come­ta che avrei potu­to foto­gra­fa­re discre­ta­men­te con la tec­ni­ca acqui­si­ta negli ulti­mi anni.

La buo­na pro­ba­bi­li­tà di visi­bi­li­tà vie­ne con­fer­ma­ta nei gior­ni suc­ces­si­vi su un arti­co­lo su bfcspace.com.

Spe­ra­vo di riu­sci­re a ripren­de­re la come­ta in qual­che bel­la costel­la­zio­ne, in cui fos­se pre­sen­te maga­ri qual­che nubo­lo­si­tà. Nel­la mia men­te vole­vo otte­ne­re qual­co­sa di simi­le a quel­lo che ripre­si con la come­ta Gio­co­bi­ni-Zin­ner nel­l’Au­ri­ga. Tut­ta­via l’or­bi­ta cal­co­la­ta non sem­bra­va incon­tra­re nes­su­na nebu­lo­si­tà e inol­tre la come­ta sareb­be appar­sa solo al mat­ti­no pre­sto dal­la mia posi­zio­ne, bas­sa sul­l’o­riz­zon­te all’al­ba.

4 Luglio

Vedo la pri­ma foto del­la come­ta nel­l’al­ba.

5 Luglio Passo di Bargone

Campo base sul Passo di Bargone
Cam­po base sul Pas­so di Bar­go­ne

Spro­na­to dal­la mia ragaz­za deci­dia­mo, alla vigi­lia del suo com­plean­no, di pro­va­re ad acciuf­fa­re qual­che foto­ne del­la come­ta. La come­ta sor­ge­rà intor­no alle 4 di not­te a Nord Ove­st. Dal­la Ligu­ria è una posi­zio­ne svan­tag­gia­ta a cau­sa del­le mon­ta­gne del­l’Ap­pen­ni­no che non per­met­to­no di ave­re una visio­ne bas­sa ad ove­st. La mia ragaz­za scor­ge un’op­por­tu­ni­tà dal pas­so di Bar­go­ne in cui la come­ta dovreb­be appa­ri­re sopra il pas­so di Cen­tro Cro­ci. Deci­dia­mo di par­ti­re con il nostro “nuo­vo” fuo­ri­stra­da con un qua­ran­ta minu­ti di ster­ra­to da Bar­go­ne. Arri­va­ti sul pas­so posteg­gia­mo l’au­to e la attrez­zia­mo per dor­mir­ci. Intan­to con la bus­so­la cer­co la miglior posi­zio­ne per osser­va­re il nostro obiet­ti­vo. Non so quan­to sarà lumi­no­sa né che obiet­ti­vo uti­liz­ze­rò: per que­sto posi­zio­no già l’in­se­gui­to­re e met­to la sve­glia.

 
setup passo di Bargone
Setup dal pas­so di Bar­go­ne con la luna alle spal­le
 
 
 
 
 
La luna è un fana­le e sopra le pale eoli­che si vede distin­ta­men­te la come­ta. L’e­mo­zio­ne è gran­de.
Oggi mi ricor­do anco­ra quel­la del 1997, e all’e­po­ca non ave­vo nean­che 5 anni! Non mi ricor­do di aver­ne viste altre in que­sti anni.
Scel­go di foto­gra­far­la con 200mm f2.8 Canon IS e la mia 5d (destra nel­la foto) e con il 180 Apo-telyt dupli­can­do­lo con il 2x uti­liz­zan­do la 200d del­la mia ragaz­za (sini­stra).
 
Cometa C/2020 NEOWISE F3 06/07/2020 ore 4:23 Dal passo di Bargone Simone Civita
Come­ta C/2020 NEOWISE F3 06/07/2020 ore 4:23 Dal pas­so di Bar­go­ne Simo­ne Civi­ta
 

Il risul­ta­to è mode­sto e piut­to­sto bana­le, si scor­ge una ban­da oscu­ra al cen­tro del­la coda di pol­ve­ri. Que­sto è il mas­si­mo che sono riu­sci­to ad otte­ne­re con­si­de­ra­to la for­te lumi­no­si­tà del­l’al­ba.

La foto a destra è una posa da 5 secon­di a 200mm f2.8. La foto al cen­tro è un ingran­di­men­to del­la foto a destra. A sini­stra con il telyt.

Il sole sta sor­gen­do e tut­ti gli altri astri stan­no lascian­do il posto all’al­ba ros­sa­stra. L’e­mo­zio­ne di guar­dar­la attra­ver­so il bino­co­lo è gran­de.

9 luglio Mon­te Aio­na

Il 9 sia­mo libe­ri e sen­za impe­gni. Par­tia­mo con meta il mon­te Aio­na. Da qui la come­ta dovreb­be appa­ri­re tra il Mag­gio­ra­sca e il Pen­na, rega­lan­do­ci un’im­ma­gi­ne inte­res­san­te. Da Pra­to Sopra­la­cro­ce pren­dia­mo lo ster­ra­to che por­ta fino al rifu­gio del mon­te Aio­na nei pres­si di Pra­to­mol­lo. Qui la stra­da è mera­vi­glio­sa: si pas­sa attra­ver­so un bosco che lascia spa­zio a pra­ti aper­ti e sco­sce­si inter­rot­ti solo da roc­ce. Si sale così il mon­te Aio­na tra pae­sag­gi incan­ta­ti. Lo ster­ra­to è piut­to­sto duro ma sem­pli­ce e dura cir­ca una mez­z’o­ra (vado a memo­ria). Nel tra­git­to ci imbat­tia­mo nei cani di un pasto­re e per un quar­to d’o­ra non si rie­sce a pas­sa­re.

Cani monte Aiona

Supe­ra­ti tro­via­mo una nube iri­de­scen­te

nube iridescente
nuvo­la iri­de­scen­te sul mon­te Aio­na

Arri­via­mo al pas­so del­la Spin­gar­da che il sole sta tra­mon­tan­do. Ci acca­mal­lia­mo zai­no ten­da cibo e for­nel­let­to e ci avvia­mo ver­so una del­le vet­te del mon­te.

Panorama monte Aiona
Pano­ra­ma cre­pu­sco­la­re mon­te Aio­na (io sono quel­lo con la magliet­ta gial­la, Fede scat­ta la pano­ra­mi­ca)

Tor­na­re qui è sem­pre un’e­mo­zio­ne par­ti­co­la­re: si è cir­con­da­ti da roc­ce spar­se in un sus­se­guir­si di alto­pia­ni con un cie­lo ampis­si­mo sopra la testa. Il mon­te Aio­na è un anti­co fon­da­le ocea­ni­co che per movi­men­ti tet­to­ni­ci si è ele­va­to fino ad 1700 metri. Qui nel­l’in­ver­no 2017 ho scat­ta­to una foto che pen­so rap­pre­sen­ti bene que­sta gene­si con il Pen­na sul­lo sfon­do.

Monte Aiona, fondali oceanici, Simone Civita Gennaio 2017
Mon­te Aio­na, fon­da­li ocea­ni­ci, Simo­ne Civi­ta Gen­na­io 2017

Cer­co un pun­to per una foto in cui inqua­dre­rò sia la come­ta che il Pen­na. La come­ta sor­ge­rà per le 3 e qual­co­sa. La bus­so­la non fun­zio­na mol­to bene a cau­sa del for­te cam­po magne­ti­co del mon­te, le stel­le non si vedo­no anco­ra e l’o­rien­ta­men­to di pre­ci­sio­ne risul­ta dif­fi­ci­le per sape­re a prio­ri su qua­le vet­ta si posi­zio­ne­rà la come­ta. Tro­va­to un posto adat­to posi­zio­nia­mo il bivac­co. La luna è assen­te, l’a­ria poco umi­da e le stel­le sono una mera­vi­glia.

Men­tre aspet­to la come­ta deci­do di pun­ta­re alla zona cen­tra­le del­la via lat­tea, nel­la costel­la­zio­ne del sagit­ta­rio. Mol­to spes­so, dal­le mie posta­zio­ni, è dif­fi­ci­le ave­re un cie­lo così puli­to a Sud pochi gra­di sopra l’o­riz­zon­te. A 200mm rie­sco a foto­gra­fa­re la nebu­lo­sa Tri­fi­da e Lagu­na. Que­sto è il risul­ta­to di cir­ca 240 foto­gra­fie a 30s 200mm f3.5 iso 3200 dal­le 10 fino a mez­za­not­te cir­ca:

Nebulosa Trifida e Laguna dal monte Aiona 1700m Simone Civita 2020
Nebu­lo­sa Tri­fi­da e Lagu­na dal mon­te Aio­na 1700m Simo­ne Civi­ta 2020

Soli­ta­men­te uti­liz­zo iso 3200 e 30 secon­di per­ché in mon­ta­gna ridu­co così l’ef­fet­to del ven­to che mi muo­ve il siste­ma d’ac­qui­si­zio­ne leg­ge­ro. Inol­tre in que­sto modo uti­liz­zo l’in­ter­val­lo­me­tro del­la mac­chi­na. Inol­tre da cir­ca 2000 iso la canon 5d mark iv sem­bra ave­re una ridu­zio­ne del dark noi­se.

Lascio la mac­chi­na a scat­ta­re attac­ca­ta al power bank capien­te e entria­mo in ten­da dopo una pasta­sciut­ta.

A mez­za­not­te sor­ge­rà la luna e alle 3 la come­ta.

10 Luglio

La sve­glia suo­na, sbu­co con la testa ma non la tro­vo dove pen­sa­vo. Ho gli occhi stro­pic­cia­ti dal son­no ma non la vedo pro­prio. Pro­ba­bil­men­te è anco­ra die­tro qual­che mon­te. Tor­no a let­to e spo­sto la sve­glia di 20 minu­ti. Al suo­no del­la sve­glia chie­do alla Fede di dare un occhio lei. Dice che si vede mol­to bene. In effet­ti è mol­to bel­la e lun­ga. Pro­vo con il 200mm in ver­ti­ca­le in modo da pren­de­re il pae­sag­gio che è a cir­ca 3 gra­di più in bas­so.

Lo svi­lup­po a destra è, a memo­ria, una rap­pre­sen­ta­zio­ne piut­to­sto fede­le di quel­lo che si vede­va ad occhio nudo. Lo svi­lup­po a sini­stra ho uti­liz­za­to raw­the­ra­pee sul sin­go­lo scat­to in modo da accen­tua­re il con­tra­sto del­le code rispet­to allo sfon­do. Per que­sto ho uti­liz­za­to l’al­go­rit­mo reti­nex del soft­ware che va ad enfa­tiz­za­re le varia­zio­ni di lumi­no­si­tà sul­la sca­la (pic­co­la) scel­ta da uten­te e cer­ca di omo­ge­neiz­za­re il con­tra­sto sul­la sca­la dei len­ti gra­dien­ti di lumi­no­si­tà. In que­sto modo, “sem­pli­ce­men­te” con l’u­so di un pro­ces­so, si rico­no­sce bene la coda di ioni, che col sen­no di poi si vede­va già nel­la foto a destra. Ad occhio nudo non si scor­ge­va nes­su­na secon­da coda.

Un scatto singolo, con un flat semisbagliato e senza dark, due elaborazioni diverse 200mm f3.4. A destra lo scatto cercando di preservare la dinamica dell'occhio (la coda di ioni ad occhio non si vedeva). A sinistra crop ed elaborazione con RawTherapee senza flat e dark frame. Si nota già da uno scatto singolo la coda di ioni.
Un scat­to sin­go­lo, con un flat semi­sba­glia­to e sen­za dark, due ela­bo­ra­zio­ni diver­se 200mm f3.4. A destra lo scat­to cer­can­do di pre­ser­va­re la dina­mi­ca del­l’oc­chio (la coda di ioni ad occhio non si vede­va). A sini­stra crop ed ela­bo­ra­zio­ne con Raw­The­ra­pee sen­za flat e dark fra­me. Si nota già da uno scat­to sin­go­lo la coda di ioni.
Scatto singolo orizzontale 200mm. Cometa Neowise 2020 Monte Aiona Simone Civita
Scat­to sin­go­lo oriz­zon­ta­le 200mm. Come­ta Neo­wi­se 2020 Mon­te Aio­na Simo­ne Civi­ta
Sviluppo dello scatto precedente con retinex rawtherapee 5.8
Svi­lup­po del­lo scat­to pre­ce­den­te con reti­nex raw­the­ra­pee 5.8

In que­sto secon­do scat­to pro­po­sto è anco­ra più evi­den­te la coda di ioni. La luce in bas­so è l’al­ba che tra un paio d’o­re acca­drà. Que­sta a destra inve­ce è la stes­sa imma­gi­ne a cui ho appli­ca­to il pro­ces­so reti­nex. Pur­trop­po in quei gior­ni, per lavo­ro, non ho avu­to tem­po di svi­lup­pa­re pron­ta­men­te le foto­gra­fie per sco­prir­ne i limi­ti e lavo­ra­re in manie­ra più costrut­ti­va (erro­ri-impa­ro-miglio­ro). Non ero nep­pu­re inte­res­sa­to a fare for­ti strea­ching alle foto­gra­fie per far risal­ta­re i det­ta­gli più nasco­sti. Non ero inte­res­sa­to per diver­si moti­vi: 1) non ero capa­ce con così gran­di gra­dien­ti di luce sul­lo sfon­do 2) non ero capa­ce con sog­get­ti così lumi­no­si 3) non sape­vo che le code potes­se­ro ave­re del­le for­me così inte­res­san­ti. In que­sto modo sen­za dark fra­me e scat­ti mul­ti­pli il reti­nex è l’ar­ma (anco­ra per me non del tut­to chia­ra) più poten­te che ho tro­va­to per enfa­tiz­za­re que­sti det­ta­gli. 

Gli scat­ti con pae­sag­gio non mi sod­di­sfa­no e non li met­to per non appe­san­ti­re la pagi­na. Lascio due foto per ricor­da­re il luo­go del­la stel­la­ta e dei caval­li sel­vag­gi del mon­te Aio­na che ci han­no tenu­to com­pa­gnia.

Monte Penna vista dal Monte Aiona, con tenda
Mon­te Pen­na vista dal Mon­te Aio­na, con ten­da.
Cavalli selvaggi sul Monte Aiona
Caval­li sel­vag­gi sul Mon­te Aio­na

 

19 Luglio

Mi spo­sta­no un impe­gno lavo­ra­ti­vo al 21. Deci­do quin­di di pas­sa­re due gior­ni sul Pen­na e nei suoi boschi a cac­cia del­la come­ta goden­do­mi la natu­ra a tut­to­ton­do. Nel frat­tem­po non ero riu­sci­to a svi­lup­pa­re le foto dei gior­ni pre­ce­den­ti. Oltre al lavo­ro attua­le sono impie­ga­to in un pro­get­to di ricer­ca sul Covid in cui si uti­liz­za il codi­ce che ho svi­lup­pa­to duran­te la mia tesi magi­stra­le. Riu­sci­rò a lavo­ra­re in remo­to dal Cari­gno­ne in quan­to lì c’è segna­le a suf­fi­cien­za per il tele­fo­no da usa­re come hotspot.

In que­sti gior­ni la come­ta è visi­bi­le per qua­si tut­ta la not­te sor­gen­do già pri­ma del tra­mon­to.

Con il fuo­ri­stra­da attrez­za­to come uffi­cio viag­gian­te e base per astro­fo­to­gra­fia, mi avvio, que­sta vol­ta da solo, ver­so la vet­ta. Da San­ta Maria del Taro pren­de­rò lo ster­ra­to di una qua­ran­ti­na di minu­ti arri­van­do così al pas­so del­l’in­ci­sa. L’o­ra è deci­sa­men­te tar­da e spo­sto il cam­po base sul­la vet­ta. Tra ten­da e mate­ria­le foto­gra­fi­co avrò cir­ca 25kg distri­bui­ti male in uno zai­no foto­gra­fi­co sac­co a pelo inver­na­le sbal­lot­tan­te e ten­da cibo acqua in un sac­chet­to sco­mo­do. La sali­ta che nor­mal­men­te si fa in mez­z’o­ra sen­za soste risul­ta un muro tostis­si­mo. Salen­do ho pen­sa­to ai sam­ma­ri­ta­ni che si tira­va­no su dal pae­se la sta­tua del­la Madon­na, ora in cima. Nel­le nume­ro­se pau­se spe­gne­vo la tor­cia e mi gode­vo le stel­le fra le fron­de dei fag­gi.

Nel­l’o­scu­ri­tà tota­le sen­za luna rag­giun­go la vet­ta e tor­no a pren­de­re qual­che ogget­to che ho lascia­to sul per­cor­so per via del trop­po cari­co.

In cima il ven­to pro­vie­ne da sud ed ano­ma­la­men­te non gira con l’a­van­za­re del­la sera. La posi­zio­ne ripa­ra­ta da nord quin­di non si rive­la una buo­na stra­te­gia. Arri­vo su che la come­ta era già lì ad aspet­tar­mi sopra la val d’A­ve­to. Sono arri­va­to in vet­ta alle 10 e mez­za ed ecci­ta­to pre­pa­ro tut­to il setup. Non so bene come ela­bo­re­rò i dati né di che foto avrò biso­gno. Vado alla cie­ca e a casac­cio, come un com­ple­to ine­sper­to di come­te qua­le sono, uso il 200mm per­ché è più como­do con l’in­ter­fac­cia del­l’a­stroin­se­gui­to­re.

In quei gior­ni, con cam­bi di sche­di­ne tra mac­chi­ne foto­gra­fi­che i nomi dei file impaz­zi­sco­no. tro­vo che ho 23 scat­ti del­la come­ta a 30s 200mm iso 3200 f3.5. Su inter­net cer­co dei tuto­rial su come alli­nea­re sul­la come­ta e non sul­le stel­le fis­se. Sic­co­me il risul­ta­to auto­ma­ti­co di deep sky stac­ker di ave­re alli­nea­men­to su entram­bi non mi sod­di­sfa, pre­di­li­go l’al­li­nea­men­to solo sul­la come­ta manua­le. attra­ver­so una ridu­zio­ne for­te e asim­me­tri­ca del­la devia­zio­ne stan­dard di cui pren­de­re i dati (1 sig­ma). In que­sto modo scar­to tut­te le luci del­le stel­le che si sono spo­sta­te discre­ta­men­te rispet­to alla come­ta in 10 minu­ti. Nel­lo svi­lup­po, nel­la coda di pol­ve­ri, rima­ne ben visi­bi­le l’a­lo­ne del­la galas­sia “occhio di tigre” (NGC 2841) e sopra la stel­la The­ta Ursae Majo­ris.

Sono dav­ve­ro rima­sto col­pi­to dal con­tra­sto che ho otte­nu­to sul­la coda di ioni e su quel­la del­le pol­ve­ri. Attra­ver­so un’im­ma­gi­ne come que­sta for­se si riu­sci­reb­be a cal­co­la­re come si sta muo­ven­do la come­ta e la sua rota­zio­ne nel tem­po. Nel­l’in­gran­di­men­to oltre alla coda di ioni clas­si­ca si vede un accen­no ad una ter­za coda. Giu­sep­pe Dona­tiel­lo mi ha sug­ge­ri­to che potreb­be esse­re una debo­le coda di sodio neu­tro, par­zial­men­te sovrap­po­sta a quel­la più comu­ne blua­stra, dovu­ta a una misce­la di gas. La secon­da coda di ioni è ricon­du­ci­bi­le ad un altro get­to emer­gen­te dal nucleo.

Archi­vian­do le foto che ho rea­liz­za­to in quei gior­ni mi sono accor­to che, con nomi diver­si, ho altre foto di que­sta serie e più avan­ti sen­za dub­bio rie­la­bo­re­rò que­sto scat­to e vedre­mo se riu­sci­rò ad aver un miglior con­tra­sto anche di que­st’ul­ti­ma coda. (vedi Aggior­na­men­to più sot­to)

Per la pri­ma vol­ta rile­vo la chio­ma ver­de. è asso­lu­to la sera che ho visto al meglio la come­ta.

Studio delle code della cometa Neowise. Monte Penna Simone Civita
Stu­dio del­le code del­la come­ta Neo­wi­se. Mon­te Pen­na Simo­ne Civi­ta

Con l’ab­bas­sar­si del­la come­ta deci­do di pun­ta­re ad altri ogget­ti inte­res­san­ti. La not­te era splen­di­da e ogni sor­ta di umi­di­tà era spaz­za­ta da un ven­to mol­to for­te.

Il ven­to mi cree­rà anche mol­ti pro­ble­mi foto­gra­fi­ci: in que­sta imma­gi­ne è pre­sen­te la scia di un satel­li­te che anzi­ché esse­re drit­ta è mos­sa dal ven­to che spo­sta l’ap­pa­ra­to di ripre­sa. Si può dire che è in qual­che modo un sismo­gra­fo del mio appa­ra­to. Le stel­le quin­di appai­no allun­ga­te nel­la dire­zio­ne del­l’o­scil­la­zio­ne e ogni scat­to risul­te­rà irri­me­dia­bil­men­te com­pro­mes­so.

Movimento col vento dell'apparato strumentale
Movi­men­to col ven­to del­l’ap­pa­ra­to stru­men­ta­le

Incon­scio anco­ra del pro­ble­ma (e quin­di non aven­do spo­sta­to la stru­men­ta­zio­ne in un luo­go più ripa­ra­to) ten­to anco­ra una pro­va nel­la costel­la­zio­ne del sagit­ta­rio vici­no alla zona ripre­sa dal­l’A­io­na. Il ven­to non è ces­sa­to, io sono sem­pre inco­scien­te e la rea­liz­za­zio­ne è al limi­te del­la suf­fi­cien­za per una stam­pa 20x30 cm.

Nebulosa omega e aquila IC1284 e piccola nube del sagittario
Nebu­lo­sa ome­ga e aqui­la IC1284 e pic­co­la nube del sagit­ta­rio

Que­sto lavo­ro con­sta di 65 foto x 30s 200mm f4 iso 3200.

La zona più nume­ro­sa di stel­le è la pic­co­la nube del Sagit­ta­rio.

 

Cometa sopra la val d'Aveto. Scatto semplice senza inseguitore e obiettivo da kit
Come­ta sopra la val d’A­ve­to. Scat­to sem­pli­ce sen­za inse­gui­to­re e obiet­ti­vo da kit

Nel frat­tem­po con la 200d fac­cio altri scat­ti, più pae­sag­gi­sti­ci. Que­sto ad esem­pio è quel­lo che sono riu­sci­to ad otte­ne­re sen­za inse­gui­to­re, sen­za l’u­so di pro­gram­mi a paga­men­to con solo quat­tro scat­ti e sopra­tut­to con l’o­biet­ti­vo da kit. Ho appog­gia­to la mac­chi­na alla sta­tua e ho usa­to la fun­zio­ne del­l’au­to­scat­to mul­ti­plo.
 

I pae­si che si vedo­no sono del­la val­le del­l’A­ve­to. Sul­lo sfon­do si vede il Lesi­ma con il radar illu­mi­na­to. A destra nel­la pia­nu­ra c’è Voghe­ra o Pavia.

Già con il 50ino e inse­gui­to­re (anche auto­co­strui­to) il risul­ta­to è net­ta­men­te supe­rio­re.

\\foto

Essen­do la not­te mera­vi­glio­sa e con luna nuo­va, deci­do di sfrut­tar­la del tut­to per rac­co­glie­re i pochi foto­ni pro­ve­nien­ti dal­la nebu­lo­sa del Cuo­re e del­l’A­ni­ma vici­no alla costel­la­zio­ne di Cas­sio­pea. Que­ste due nebu­lo­se sono mol­to meno inten­se di quel­le foto­gra­fa­te nel sagit­ta­rio e pro­po­ste nel­le foto pre­ce­den­ti. Per que­sto moti­vo sfrut­te­rò tut­ta l’a­per­tu­ra del­la mia len­te a la foca­le di 175mm. Que­sta infat­ti mi per­met­te di otte­ne­re una buo­na com­po­si­zio­ne con l’am­mas­so glo­bu­la­re pre­sen­te nel­le vici­nan­ze. Essen­do la nebu­lo­sa ver­so Nord-ove­st spo­sto l’ap­pa­ra­to all’om­bra (del ven­to) del­la sta­tua. Que­sta scel­ta neces­sa­ria mi ha per­mes­so di otte­ne­re un discre­to lavo­ro su que­ste coor­di­na­te.

Alle 2 vado così in ten­da lascian­do la mac­chi­na in azio­ne sul­la nebu­lo­sa del cuo­re e del­l’a­ni­ma vici­no alla costel­la­zio­ne di Cas­sio­pea. La not­te astro­no­mi­ca dure­rà fino a qua­si le 4 del mat­ti­no. Per quel­l’o­ra mi sve­glie­rò e farò ese­gui­re i dark fra­mes alla mac­chi­na per cali­bra­re le foto otte­nu­te que­sta not­te.

Que­sto è il risul­ta­to sul­la costel­la­zio­ne otte­nu­to con 236 foto­gra­fie da 30s a 175mm f2.8 iso 3200. Sono pre­sen­ti 3 stel­le caden­ti con la loro colo­ra­zio­ne ten­den­te al ver­de dovu­ta agli ele­men­ti che com­pon­go­no i detri­ti. La discri­mi­na­zio­ne tra aereo/­sa­tel­li­te-stel­la­ca­den­te è fat­ta osser­van­do le foto in sequen­za, osser­van­do il colo­re del­la scia, e attra­ver­so la sti­ma del tem­po di per­ma­nen­za nel foto­gram­ma: se è mol­to bre­ve (come una stel­la caden­te) non ci sono feno­me­ni di oscil­la­zio­ne nel­la scia dovu­ti al movi­men­to mec­ca­ni­co del ven­to sul­l’ap­pa­ra­to di ripre­sa.

Nebulosa Cuore, Nebulosa Anima. Riprese dal Monte Penna 2020 30s x 236 175mm f2.8 iso 3200. Simone Civita
Nebu­lo­sa Cuo­re, Nebu­lo­sa Ani­ma. Ripre­se dal Mon­te Pen­na 2020
30s x 236 175mm f2.8 iso 3200. Simo­ne Civi­ta

Aggiornamento:

Ho ria­na­liz­za­to i dati acqui­si­ti nel­la not­te del 19, ritro­van­do anche i files dimen­ti­ca­ti. Dopo un lun­go lavo­ro, sopra­tut­to dedi­ca­to ad impa­ra­re il meto­do, sono riu­sci­to ad arri­va­re a que­sto risul­ta­to:

Cometa Neowise 19 luglio dal Monte Penna Simone Civita
Come­ta Neo­wi­se 19 luglio dal Mon­te Pen­na Simo­ne Civi­ta

Que­sta foto è for­ma­ta da 70 foto­gra­fie scat­ta­te tra le 23.00 e le 23.41 del 19–7‑2020 dal mon­te Pen­na alto 1735 metri sul livel­lo del mare. Que­sto risul­ta­to è sta­to per me pos­si­bi­le gra­zie al tuto­rial di Edoar­do Luca Radi­ce che rin­gra­zio mol­to. Sul­le imma­gi­ni a mag­gio­re ingran­di­men­to è sta­to appli­ca­to un po’ di con­tra­sto con Pho­to­shop per aumen­ta­re la leg­gi­bi­li­tà del­la coda di ioni. Rispet­to alla ver­sio­ne pre­ce­den­te c’è un otti­mo incre­men­to del segna­le e la rimo­zio­ne del­le stri­sce dovu­to alle stel­le in movi­men­to rispet­to alla come­ta. Si rie­sco­no a scor­ge­re altre code di ioni dif­fe­ren­ti dal­la prin­ci­pa­le. In par­ti­co­la­re, nel­l’in­gran­di­men­to a sini­stra, una coda mol­to debo­le che par­te dal nucleo del­la come­ta; nel­l’in­gran­di­men­to a destra leg­ger­men­te una in alto a sini­stra.

Tra le deci­ne di imma­gi­ni inter­me­die neces­sa­rie per l’e­la­bo­ra­zio­ne, ve ne pro­pon­go una mol­to inte­res­san­te: la luce esclu­sa dal­le medie per otte­ne­re una del­le imma­gi­ni fon­da­men­ta­li per il risul­ta­to fina­le. In poche paro­le oltre alle stri­sce del­le stel­le, dovu­te al movi­men­to del­la come­ta, i satel­li­ti e aerei che han­no attra­ver­sa­to il mio cam­po di vista (stret­to essen­do la foto scat­ta­ta a 200mm di foca­le).

tracce di satelliti presenti in 30 minuti di ripresa in un campo di 10°x7°
trac­ce di satel­li­ti pre­sen­ti in 30 minu­ti di ripre­sa in un cam­po di 10°x7°

Oltre alle 4 scie degli aerei, le altre sono dovu­ti a satel­li­ti. Ad oggi (ago­sto 2020) ci sono cir­ca 4000 satel­li­ti atti­vi orbi­tan­ti. Nei pros­si­mi anni solo l’a­zien­da pri­va­ta di Elon Musk Star­link ne por­te­rà ulte­rio­ri 40000. Anche altri gran­di capi­ta­li­sti come Ama­zon, Sam­sung etc. sem­bra­no voler fare una cosa ana­lo­ga.

Non cre­do che la mia astro­fo­to­gra­fia ne risen­ti­rà ecces­si­va­men­te. A risen­tir­ne mol­tis­si­mo sarà l’e­spe­rien­za visua­le, come l’at­to più sem­pli­ce di con­tem­pla­re le stel­le.

Mi è già capi­ta­to di sta­re ad osser­va­re le stel­le da un pra­to, sen­za nes­sun binocolo/telescopio, e vede­re la rete di satel­li­ti che si muo­ve­va incro­cia­ta. Da nord ad est que­ste lam­pa­di­ne attra­ver­sa­no una regio­ne di cie­lo e, quan­do scom­pa­io­no, ecco­ne spun­tar­ne una nuo­va a nord. Da sini­stra a destra, ine­vi­ta­bi­li e pun­tua­li. Ana­lo­ga­men­te suc­ce­de pochi gra­di più in alto sul­l’o­riz­zon­te.

Mi sono sen­ti­to ingab­bia­to in una rete capi­ta­li­sti­ca che mi ha pri­va­to del­la pos­si­bi­li­tà di guar­da­re il cie­lo pen­san­do all’Ol­tre, in cam­bio di una pub­bli­ci­tà con scrit­to: “star­link”.

Godia­mo­ci que­sto cie­lo che, inqui­na­men­to lumi­no­so a par­te, è anco­ra mol­to simi­le a quel­lo che l’uo­mo ha visto per tut­ta la sua esi­sten­za.

In futu­ro lo guar­de­re­mo su inter­net attra­ver­so i satel­li­ti.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sono arri­va­to ad aggior­na­re fino a qui

20 Luglio Seconda notte dal Penna

Mi sve­glio con i pri­mi visi­ta­to­ri al mon­te. La gior­na­ta è piut­to­sto umi­da e la ten­da è com­ple­ta­men­te bagna­ta nono­stan­te l’al­ba sia già pas­sa­ta da un po’ di tem­po. L’o­biet­ti­vo è quel­lo di tor­na­re in un posto in cui potes­si lavo­ra­re al com­pu­ter. Cono­sco un ragaz­zo del­la val Ceno e insie­me andia­mo al rifu­gio del Pen­na a man­gia­re.

Pome­rig­gio sono al Cari­gno­ne, sopra San­ta Maria e rie­sco a fare una video­chia­ma­ta con il mio rela­to­re e lavo­ra­re ai dati scien­ti­fi­ci che mi pas­sa.

Il fuo­ri­stra­da ha una gom­ma mol­to sgon­fia, pro­ba­bil­men­te micro­fo­ra­ta da un paio di gior­ni: tut­te que­ste ore di ster­ra­to non sono il mas­si­mo…

Dopo 5 oret­te di lavo­ro ripar­to, sem­pre trop­po tar­di, e ritor­no in vet­ta per le 8.

tendata monte penna
Ten­da­ta mon­te pen­na al tra­mon­to

Su incon­tro Bea­tri­ce e una sua ami­ca. La come­ta anco­ra non si vede nel pri­mo cre­pu­sco­lo. Mon­to la ten­da e sco­pro che il for­nel­let­to si è rot­to. La Bea mi rega­la le pata­ti­ne e una bir­ra e tut­ti e tre ci met­tia­mo a par­la­re all’om­bra del ven­to del­la sta­tua con gli occhi rivol­ti ver­so il gran­de car­ro. La sera­ta pas­sa pia­ce­vol­men­te ma il ven­to è sem­pre mol­to for­te. Posi­zio­no l’in­se­gui­to­re in una posi­zio­ne un po’ ripa­ra­ta dal ven­to e comin­cio a scat­ta­re sul­la come­ta. Le code for­ma­no una bel­la for­ma a V.

La come­ta divie­ne via via più visi­bi­le e per mez­za­not­te è ful­gi­da in cie­lo, piut­to­sto alta sul­l’o­riz­zon­te. Bel­lis­si­ma.

Ho lavo­ra­to così tan­te ore alle foto­gra­fie che mi sem­bra ovvio vede­re due code e quin­di inqui­no le imma­gi­ni dei ricor­di con le foto ela­bo­ra­te. L’e­mo­zio­ne è mol­to impor­tan­te e quel­la la con­ser­vo bene intat­ta nel­la memo­ria. Mi pare che l’in­ten­si­tà lumi­no­sa del­la come­ta  sia dimi­nui­ta rispet­to al gior­no pre­ce­den­te.

Que­sta not­te, che ero più fre­sco e ripo­sa­to ed ave­vo più tem­po ho pro­va­to a lavo­ra­re in cop­pia con due mac­chi­ne foto­gra­fi­che e obiet­ti­vi diver­si.

\\aggiun­ge­re foto

Dopo aver ripre­so per cir­ca un’o­ra la come­ta ho scel­to di pro­va­re altri ogget­ti astro­no­mi­ci. La come­ta intan­to sareb­be sce­sa qua­si a lam­bi­re l’o­riz­zon­te con con­se­guen­te per­di­ta di con­tra­sto a cau­sa del­l’in­qui­na­men­to del­la pia­nu­ra e del­lo spes­so­re mag­gio­re del­l’at­mo­sfe­ra incon­tra­to dai foto­ni.

Sot­to­va­lu­tan­do il pro­ble­ma del ven­to, la mia atten­zio­ne va alla Stel­la gra­na­ta e alla nebu­lo­sa IC1396. Sic­co­me sono un astro­fo­to­gra­fo alle pri­me armi  ho deci­so comun­que di pro­va­re lo svi­lup­po e vi pro­pon­go il risul­ta­to seb­be­ne sia insuf­fi­cien­te. La Stel­la gra­na­ta si tro­va qua­si allo zenit e il bel­lis­si­mo cie­lo del Pen­na fa il resto.

IC1396 e stel­la gra­na­ta
239scatti da 30s iso 3200 f 3.5 200mm

\\da aggior­na­re

Al risve­glio, dopo aver cono­sciu­to un appas­sio­na­to di mon­ta­gne, scen­do fino al por­to per tor­na­re al lavo­ro.

24 luglio Dalle Trevine

Il pome­rig­gio mi por­to die­tro mio fra­tel­lo e andia­mo da Iaco­po con meta una not­ta­ta alle Tre­vi­ne. Il posto è sem­pre un para­di­so e arri­via­mo giu­sto per goder­ci il dira­dar­si del­le nubi e il tra­mon­to. Cuci­nia­mo una pasta ai ceci e con un po’ di vino si pas­sa la sera­ta. Pur­trop­po la come­ta è mol­to meno inten­sa e soprag­giun­go­no le nuvo­le ver­so le 11. Anche que­sta sera ho lavo­ra­to in tan­dem: 200mm su 200d e 24/70 sul­la 5d.

Tramonto dalle Trevine
Tra­mon­to dal­le Tre­vi­ne

La come­ta appa­re chia­ra solo attra­ver­so i bino­co­li, ma non più ad occhio nudo. Ecco un fil­mi­no di tut­te le foto del­la sera­ta visua­liz­za­te come time­lap­se. Si vede il cre­pu­sco­lo astro­no­mi­co che lascia posto al buio nel­la pri­ma par­te del video. La come­ta negli scat­ti appa­re discre­ta­men­te, nel video mol­to debo­le. Nel­la par­te ter­mi­na­le si vedo­no le nuvo­le, la come­ta che fa capo­li­no e sopra distin­ta­men­te il gran­de car­ro.

 

25 luglio Da Foppiano

Il 25 la Fede­ri­ca tor­na da Pado­va e andia­mo per l’ul­ti­ma vol­ta a cac­cia del­la come­ta. Andia­mo a Fop­pia­no con mio padre in modo da ripren­der­la sopra il segno ros­so. Una roc­cia stra­piom­ban­te con un liche­ne raro di colo­ra­zio­ne ros­sa­stra. (\\aggiun­ge­re info)

Quan­do arri­via­mo la come­ta è poco visi­bi­le a cau­sa del cre­pu­sco­lo. Dal­la stra­da ho giu­sto una deci­na di minu­ti pri­ma che tra­mon­ti die­tro alle mon­ta­gne. Siste­mo l’in­se­gui­to­re velo­ce­men­te come non mai e ini­zia a scat­ta­re con il 180 telyt.

Con que­sto tra­mon­to si chiu­de la mia cac­cia foto­gra­fi­ca a que­sto feno­me­no così bel­lo, inte­res­san­te e emo­zio­nan­te. La bel­lez­za non è rac­chiu­sa solo nel­l’i­dea del­la come­ta come ogget­to astro­no­mi­co con tut­ti i signi­fi­ca­ti ad esso col­le­ga­ti. Ripor­to que­sta cita­zio­ne di Pao­lo Nespo­li dal suo Face­book:

Que­sta è la come­ta NEOWISE, chia­ma­ta come il tele­sco­pio spa­zia­le Near-Earth Object Wide-Field Infra­red Sur­vey Explo­rer, che il 27 mar­zo l’ha indi­vi­dua­ta la pri­ma vol­ta men­tre sfrec­cia­va ver­so il Sole.
Tor­ne­rà dal­le nostre par­ti fra 6800 anni e visto che è uno spet­ta­co­lo mera­vi­glio­so e visi­bi­le a occhio nudo fino ai pri­mi di ago­sto, sug­ge­ri­sco a tut­ti di guar­da­re in dire­zio­ne dell’Orsa Mag­gio­re per non per­der­lo.
Leg­gen­da vuo­le che le come­te sia­no por­ta­tri­ci di mes­sag­gi, qual­cu­no sug­ge­ri­sce anche di sven­tu­re, cosa dif­fi­ci­le da con­trad­di­re quest’anno.
Fran­ca­men­te pre­fe­ri­sco altre teo­rie, come quel­la di chi sostie­ne che la vita sia sta­ta por­ta­ta sul­la Ter­ra pro­prio dal­le come­te, come il team di scien­zia­ti inter­na­zio­na­li, tra cui set­te ita­lia­ni, che nel 2006 ha annun­cia­no la sco­per­ta, nei gra­ni di pol­ve­re del­la come­ta Wild 2, di lun­ghe mole­co­le orga­ni­che, di ammi­ne pre­cur­so­ri di quel­le orga­ni­che, come il Dna.
Per­ché leg­gen­de e teo­rie a par­te, le come­te ci sug­ge­ri­sco­no di guar­da­re tut­to in manie­ra diver­sa. Pen­sa­te da dove arri­va­no, da quan­to tem­po stan­no viag­gian­do, cos’hanno visto e cosa vedran­no. Le come­te ci dan­no la misu­ra di quan­to, dell’Universo, noi sia­mo una par­te minu­sco­la, infi­ni­te­si­ma­le. Le come­te ci dan­no la giu­sta dimen­sio­ne, il giu­sto “peso”.
E guar­dar­ci attor­no con pro­spet­ti­ve nuo­ve e diver­se non può che far­ci bene. Soprat­tut­to nei momen­ti dif­fi­ci­li.
Buo­na dome­ni­ca. Anche a te NEOWISE, ovun­que tu vada e qual­sia­si mes­sag­gio tu voglia por­tar­ci.

Per me la bel­lez­za è anche io e la Fede che cor­ria­mo su per il pra­to, abban­do­nan­do i mez­zi pesan­ti ‑astroin­se­gui­to­re mac­chi­ne e mac­chi­ne foto­gra­fi­che- per goder­ci un nuo­vo tra­mon­to del­la come­ta ver­de oltre le mon­ta­gne.

 

L'ultimo tramonto della cometa
L’ul­ti­mo tra­mon­to del­la come­ta

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