Menu
menu

L’im­ma­gi­ne del­l’e­clis­si del 27 luglio 2018 è uno dei lavo­ri di cui sono più orgo­glio­so. L’o­biet­ti­vo era quel­lo di ripro­va­re ad otte­ne­re uno scat­to simi­le a quel­lo di R.Clark rac­co­glien­do anche la luce che la luna dif­fon­de­va sul­la ter­ra e la luce ros­sa­stra sugli albe­ri. La luce duran­te l’e­clis­si di luna è ros­sa in quan­to è di que­sto colo­re la com­po­nen­te del­la luce sola­re che rie­sce ad attra­ver­sa­re meglio l’at­mo­sfe­ra ter­re­stre. Attra­ver­sa­ta l’at­mo­sfe­ra ter­re­stre la luce resi­dua ros­sa­stra col­pi­sce la luna, che a sua vol­ta la riflet­te ed illu­mi­na la ter­ra con una luce vera­men­te fio­ca che per­met­te di vede­re la via lat­tea distin­ta­men­te.

Preparazione

L’or­ga­niz­za­zio­ne è ini­zia­ta un meset­to pri­ma con la scel­ta del luo­go da cui immor­ta­la­re il momen­to.

Dai cal­co­li astro­no­mi­ci la luna, quel­la not­te, sareb­be sor­ta già in penom­bra. Alle 20.20 sareb­be ini­zia­ta la fase in ombra e sareb­be dura­ta cir­ca un’o­ra e 45 minu­ti. Da quel­lo che si leg­ge in giro sarà la più lun­ga in asso­lu­to per cen­ti­na­ia di anni dal­la nostra posi­zio­ne. Altro even­to irri­pe­ti­bi­le (a meno di non vive­re 25mila anni) un’e­clis­si con vici­no il “pia­ne­ta ros­so”.

La luna dal­le Tre­vi­ne si sareb­be tro­va­ta duran­te la fase mas­si­ma mol­to bas­sa sul­l’o­riz­zon­te: da 12° a 20° sul­l’o­riz­zon­te. Que­sta poca altez­za appa­ren­te ha esclu­so qual­sia­si luo­go sul mare o non suf­fi­cien­te­men­te aper­to, che cono­sce­vo bene, nel rag­gio di una 50ina di km da casa. Così, tra i posti papa­bi­li rima­sti, c’e­ra­no la vet­ta del mon­te Pen­na (che nel­l’im­ma­gi­ne fina­le si vede sul­la destra) e la vet­ta del mon­te Zat­ta (che è quel mas­sic­cio che nel­l’im­ma­gi­ne fina­le è in bas­so al cen­tro).

La ricer­ca di un mon­te alto e che aves­se un pano­ra­ma inte­res­san­te, com­pa­ti­bi­le con l’e­ven­to, mi ha por­ta­to a sce­glie­re il grup­po del­le Tre­vi­ne. In par­ti­co­la­re di quel­la ter­raz­za, che si vede bene in que­sta foto inver­na­le fat­ta dal Pen­na, dove fini­sco­no i fag­gi.

Que­sto è uno dei miei luo­ghi pre­fe­ri­ti. Le Tre­vi­ne sono un anti­co fon­da­le ocea­ni­co che nel­le ere geo­lo­gi­che è e vie­ne attra­ver­sa­to anche dal­l’al­ta via Car­ni­glie­se a mare. Da que­sto luo­go si ha una vista splen­di­da sul­la pare­te roc­cio­sa del Pen­na.

//foto del­la fac­cia­ta

Organizzazione

Per riu­sci­re nel­l’o­biet­ti­vo ambi­zio­so che mi ero pre­fis­sa­to mi sono dovu­to orga­niz­za­re in diver­si modi.

  • Per pri­ma cosa ho rea­liz­za­to una foto pano­ra­mi­ca rea­liz­za­ta nei gior­ni pre­ce­den­ti andan­do ad esplo­ra­re qua­le fos­se il posto miglio­re per l’in­qua­dra­tu­ra. Que­sto mi ha per­mes­so di capi­re quan­to sareb­be sta­ta este­sa la regio­ne da ripren­de­re e quin­di capi­re quan­to tem­po dedi­ca­re a cia­scu­na par­te del mosai­co. In par­ti­coal­re vole­vo ripren­de­re il pro­fi­lo del Pen­na (mon­ta­gna sacra agli anti­chi ligu­ri) e l’e­clis­si, la via lat­tea, e i 4 pia­ne­ti tut­ti su un’u­ni­ca cur­va: da ove­st Vene­re Gio­ve Satur­no e Mar­te.
  • Attra­ver­so Goo­gle Earth ho otte­nu­to le coor­di­na­te esat­te da uti­liz­za­re in que­sto sito per otte­ne­re il pro­fi­lo del­le mon­ta­gne e vede­re in qua­le pun­to la luna andas­se nel­l’om­bra ter­re­stre. Ho espor­ta­to il pano­ra­ma simu­la­to e impor­ta­to nel­lo Stel­la­rium
  • Ho uti­liz­za­to lo Stel­la­rium per orga­niz­za­re i sin­go­li fra­me che van­no a for­ma­re il mosai­co. Que­sto è sta­to im pas­sag­gio chia­ve per sape­re quan­to tem­po dedi­ca­re ad ogni sin­go­la por­zio­ne di cie­lo. Inol­tre è sta­to fon­da­men­ta­le anche per la scel­ta del­la foca­le da uti­liz­za­re: è risul­ta­to che il mosai­co dove­va esse­re com­po­sto da 9 tes­se­re con il 24 mm con tot minu­ti pre­ci­si per cam­bia­re la posi­zio­ne del­l’in­se­gui­to­re.

Per que­sto lavo­ro ho uti­liz­za­to l’ul­ti­ma ver­sio­ne del mio inse­gui­to­re gui­da­to da Ardui­no che inse­gue sen­za pro­ble­mi a 24 mm. L’o­biet­ti­vo uti­liz­za­to è il 24–70 Tam­ron 2.8 a 24 mm @f2.8.

Que­sti sono gli sche­mi che ho rea­liz­za­to per lo stu­dio. Li pro­pon­go per­chè sono diver­ten­ti e cari­ni 🙂 (la ten­da è dove soli­ta­men­te piaz­zo la ten­da per la not­te).

Il pae­sag­gio simu­la­to tra­mi­te il sito ed impor­ta­to nel­lo stel­la­rium (un po’ a fish eye).

All’o­ra del­l’i­ni­zio eclis­si

Det­ta­glio con il ret­tan­go­lo che rap­pre­sen­ta i 24 mm uti­liz­za­ti

Posi­zio­ne degli astri alla fine del­l’e­clis­se (a tut­ti gli ora­ri è da aggiun­ge­re un’o­ra).

Realizzazione

Dopo l’or­ga­niz­za­zio­ne dura­ta un meset­to il gior­no del­l’e­clis­si l’u­mi­di­tà sale e le nuvo­le copro­no ampie zone del cie­lo. In par­ti­co­la­re fal­li­sce la mia idea di ripren­de­re in una imma­gi­ne Vene­re Gio­ve Satur­no Mar­te (vedi simu­la­zio­ne con stel­la­rium). Ho aspet­ta­to che pas­sas­se un ban­co di nubi sopra il Pen­na (la mon­ta­gna più a destra) ma Vene­re è tra­mon­ta­ta tra le nubi.. L’i­ni­zio del­le foto era alle 10 e qual­co­sa. Il cre­pu­sco­lo astro­no­mi­co non era anco­ra ter­mi­na­to e que­sto si evin­ce dal­la colo­ra­zio­ne più blua­stra del cie­lo in bas­so a destra (ovve­ro da dove sono par­ti­to ad acqui­si­re l’im­ma­gi­ne). Men­tre, con una cer­ta fre­ne­sia cor­re­vo tra un tas­sel­lo e l’al­tro del mosai­co con l’ac­cor­tez­za di non lasciar buchi, e di non muo­ve­re ecces­si­va­men­te l’in­se­gui­to­re in modo da non disal­li­near­lo, mi gode­vo lo spet­ta­co­lo che ho anco­ra vivi­do nei ricor­di.

Soli­ta­men­te nel­le foto astro­no­mi­che le inten­si­tà di luce ven­go­no stra­vol­te e si vedo­no foto a vastis­si­ma gam­ma dina­mi­ca. In que­sto tipo di foto­gra­fie non è stra­no vede­re la via lat­tea e la luna insie­me. Duran­te l’e­clis­se tota­le, da un posto buio come quel­lo in cui era­va­mo, la via lat­tea appa­ri­va distin­ta e magni­fi­ca (qua­si come quel­la rac­col­ta in que­sta imma­gi­ne) con­tem­po­ra­nea­men­te alla luna pie­na ros­sa. Uno spet­ta­co­lo mera­vi­glio­so ed indi­men­ti­ca­bi­le.

Come fina­li­tà del­lo svi­lup­po ho scel­to di mini­miz­za­re l’e­sten­sio­ne del­le nuvo­le al costo di un peg­gio­re rap­por­to segnale/rumore. Inol­tre vole­vo otte­ne­re una lumi­no­si­tà rela­ti­va tra gli ogget­ti il più simi­le pos­si­bi­le alla sce­na rea­le. Lo sfon­do è leg­ger­men­te mos­so in quan­to sono anda­ti per­si i fra­me del pae­sag­gio e ho uti­liz­za­to quel­li “inse­gui­ti”. Que­sta imper­fe­zio­ne è pra­ti­ca­men­te imper­cet­ti­bi­le su stam­pe fino a 50x82, misu­ra a cui pro­pon­go la stam­pa.

Sviluppo

Le fasi di svi­lup­po del­le foto­gra­fie sono stan­dard e con­si­sto­no nel­lo:

Un tota­le cir­ca 200 Mega­Pi­xel e diver­si Gb di file con un por­ta­ti­le eco­no­mi­co ed ado­le­scen­te (ma mol­to affi­da­bi­le 🙂 ).

Il risul­ta­to è mol­to gra­de­vo­le e per me è un ricor­do impor­tan­te che ho con­di­vi­so con per­so­ne spe­cia­li. Il luo­go è mera­vi­glio­so e cre­do che un tale even­to pos­sa ren­de­re giu­sti­zia alla magni­fi­cen­za del tut­to.

eclisse di luna totale

 

 

 

Leave a reply